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Pilates in gravidanza, cosa si può fare trimestre per trimestre
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Muoversi in gravidanza fa bene, se si sa come. Una guida semplice a cosa cambia mese dopo mese e a cosa conviene evitare.
La gravidanza non è il momento di cominciare a fare fatica, ma non è nemmeno il momento di smettere di muoversi. Con il via libera del ginecologo o dell'ostetrica, il pilates è uno dei modi più sicuri per accompagnare un corpo che cambia ogni settimana.
Primo trimestre
La stanchezza e la nausea decidono il ritmo. Si lavora soprattutto sul respiro, sulla consapevolezza del pavimento pelvico e sulla mobilità della colonna. Chi faceva già pilates può continuare con un'intensità moderata, chi comincia adesso parte con lezioni brevi.
Secondo trimestre
È spesso il periodo in cui ci si sente meglio. Il peso del bambino comincia a spostare il baricentro in avanti e la zona lombare lavora di più. Si rinforzano i glutei, la schiena alta e le gambe, e si evitano gli esercizi a pancia in giù e quelli che chiedono di contrarre forte l'addome.
Terzo trimestre
Si rallenta. Il lavoro diventa più dolce, con molta attenzione all'equilibrio, al respiro e alla mobilità del bacino in vista del parto. Le posizioni sdraiate sulla schiena si riducono o si fanno con un rialzo.
Ogni gravidanza è diversa. Prima di iniziare, e ogni volta che qualcosa cambia, chiedi al tuo medico o alla tua ostetrica. In sala adattiamo ogni esercizio, ma non sostituiamo il loro parere.
Cosa evitare sempre
- Esercizi che spingono l'addome in fuori o lo contraggono con forza
- Torsioni profonde e posizioni a pancia in giù
- Qualunque cosa provochi dolore, capogiri o perdite
Per le future mamme lo studio di Ciriè propone lezioni individuali e in duetto, dove ogni esercizio viene scelto sul momento in base a come ci si sente quel giorno.

Vanessa Castro
Ideatrice del metodo AXIS Postural System®



